Alberi e storie d'autunno

Sono convinta che siano i libri a sceglierci.

Come quel pomeriggio in cui ero in biblioteca senza un’idea precisa, giravo tra gli scaffali, ed eccolo. La carta ingiallita, il titolo con certe parole che messe vicine sono un richiamo per me irresistibile. Lo prendo. In copertina c’è un dipinto di Magritte chiamato “Le Blanc seing”: è una donna a cavallo in un bosco, un’illusione ottica.

Il volume che ha richiamato la mia attenzione si intitola “Storie e leggende degli alberi”, è di Jacques Brosse (autore francese nato a Parigi nel 1922) e pubblicato in Italia da Edizioni Studio Tesi, nel 1989. E’ una panoramica che unisce l’aspetto scientifico al folklore ed ai miti sulle diverse specie. 

Questo libro mi ha offerto delle leggende meravigliose su un albero che mi è sempre sembrato anonimo: il Pioppo.

E’ una specie molto diffusa nella zona in cui abito. Hai presente i paesaggi tipici della Pianura Padana? Stradine bianche, corsi d’acqua e campi coltivati. E poi pioppi. Ce ne sono tanti, vengono coltivati in filari oppure se ne trovano di spontanei nei parchi.

Nel suo libro, Brosse scrive della simbologia legata all’Equinozio d’autunno e alla discesa negli Inferi.

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Si dice che il Pioppo Nero segnasse l’ingresso nell’Aldilà, e una volta passata la soglia si poteva vedere il Pioppo Bianco consacrato a Persefone, figlia di Demetra (costretta a passare sei mesi all’anno negli Inferi insieme ad Ade e gli altri con la madre sulla Terra). Nell’antichità si pensava che una corona di foglie di Pioppo in oro proteggesse i defunti nel loro viaggio dopo la morte.

E’ un albero che cresce vicino all'acqua, elemento legato alla Luna, simbolo di femminilità, inconscio e creatività. 

Le sue foglie hanno un picciolo lungo, si muovono al minimo alito di vento ed era credenza diffusa che il loro tremito potesse liberare gli uomini che ne erano afflitti, attraverso dei riti che avrebbero dovuto trasferire la malattia dalla persona all’albero.

In questo periodo dell’anno diventano dorate e se ci fai caso noterai che hanno la forma di un cuore. Sarà per questo motivo che le storie su questo albero evocano il tema del coraggio e dell’accesso ad un altro mondo.


Se uniamo i puntini ecco cosa racconta il Pioppo, il tremolante. Parla del passaggio attraverso l’oscurità, e ci dice che per superare le paure che ci fanno tremare possiamo usare gli aspetti più femminili, come la sensibilità e l’apertura.

Invece di diventare rigidi proviamo ad entrare in relazione, usiamo la flessibilità come fa il Pioppo, che si lascia percorrere dalle correnti d’aria e fa suonare le sue foglie.

Non è un’idea potente e rivoluzionaria?


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In “Storie e leggende degli alberi” Jacques Brosse parla di 27 specie diverse, come il biancospino, il mirto, l’abete e molti altri ancora. Siccome volevo saperne di più, nella mia ricerca ho trovato preziose informazioni anche in questo post scritto da Giorgia Rossi.