Disegnare con la luce

Per realizzare le mie illustrazioni mi piace spaziare: a volte uso il collage, oppure la china con il solo bianco e nero. In altre occasioni scelgo l’acquerello, anche assieme alle matite colorate, che preferisco morbide e pastose.

La tecnica stessa è un veicolo per portare a destinazione il messaggio in modo più chiaro e diretto. Cosa vogliamo raccontare attraverso le immagini? Quali emozioni dobbiamo evocare in chi guarda? Il segno parla e sta all’illustratore scegliere il linguaggio adatto alla situazione.

Qualche mese fa ho lavorato ad una serie di illustrazioni ispirate alla storia di Orfeo ed Euridice.

Il progetto era legato ad una rappresentazione teatrale intitolata “Orfeo, Euridice ed Ermes” e portata in scena da “TSU - Teatro Sosta Urbana" a Udine, lo scorso gennaio. In questa rivisitazione, il mito era ambientato al giorno d’oggi: Orfeo è uno scrittore che incontra Euridice ad una presentazione in libreria. Assistiamo alla nascita del loro amore, un sentimento che cresce fino al momento in cui la vita di lei si interrompe bruscamente.

Nel mito originale, Orfeo scende nel regno dei morti per riprendere la sua sposa, suona e canta la sua disperazione fino a far commuovere i signori degli Inferi, che gli concedono di portare via Euridice a patto di accompagnarla per mano senza voltarsiInsieme a loro c’è Ermes, il messaggero degli Dei, che li guida verso la luce. Peccato che il nostro Orfeo, colto dai dubbi sull’identità di lei, senta il bisogno di girarsi per controllare che si tratti davvero della sua ninfa. Ed ecco che Euridice scompare, morendo una seconda volta.


Quando ho iniziato buttare giù le prime idee sapevo che avrei dovuto pensare anche ad una installazione per la prima dello spettacolo, una piccola esposizione con altri illustratori del sempreverde Collettivo Spicelapis, che ha coordinato il lavoro.  Abbiamo potuto vedere una anteprima dello spettacolo, e ho fatto una mia ricerca sul mito e sul senso della storia per coglierne meglio le sfumature e l’aspetto emotivo.


Penso che non perdiamo mai del tutto le persone che non sono qui, perché continuano a vivere attraverso il ricordo, gli oggetti o i luoghi in cui abbiamo passato del tempo insieme. Sono partita da una esperienza personale, come spesso succede: se vado a casa dei miei genitori, posso ancora vedere mio padre che legge un libro, che suona la sua chitarra o immaginarlo in un’altra stanza mentre fa qualcosa, anche se non è più con noi. 


Come raccontare questa sensazione con una serie di immagini? Volevo parlare di qualcosa che c’è e non c'è. Anzi,ho pensato poi, che si vede solo attraverso il ricordo.

Quando ero bambina facevo un gioco: scrivevo con il succo di limone e le parole si vedevano solo se scaldavo il foglio con una fiamma. Un effetto simile si può ottenere con l’inchiostro Uv, un liquido trasparente che si illumina usando una lampada speciale, mentre in condizioni normali rimane invisibile.

Per la versione moderna di Orfeo ed Euridice ho pensato ad una serie di 5 illustrazioni che parlano dei momenti di vita quotidiana di un uomo (ad esempio farsi la barba, guidare, leggere un libro) realizzate con un semplice tratto a china, ma arricchite con la figura di lei dipinta con l’inchiostro invisibile.

Volevo che l’attenzione fosse tutta concentrata sulla figura mancante. Quest’ultima appare a sorpresa, e solo quando la lampada (che ho nascosto dietro ad un grande cuore di cartoncino ai piedi delle illustrazioni) viene accesa da un timer ad intervalli regolari. Ecco perchè la chiamo illustrazione interattiva!

Dopo aver definito le scene ho dipinto le tavole a china nera senza le figure femminili.

In un secondo momento ho steso un fluido mascherante. Si tratta di un liquido che, asciugandosi, isola certe zone del foglio e si può togliere come una pellicola in lattice quando abbiamo finito, una volta che il colore è asciutto. Proprio per il fatto che l’inchiostro Uv è invisibile, risultava troppo difficile fare Euridice a mano libera (il pigmento inoltre tende ad allargarsi perchè non ha la consistenza di un normale acquerello o di una tempera). Il modo migliore per risolvere questo problema mi è sembrato lavorare in negativo, facendo una maschera che lasciasse libera la zona da riempire.

L’ultimo passo è stato tagliare e illustrare il cuore di cartone dietro cui è nascosta la lampada a raggi Uv, impostare il timer per l’accensione automatica della luce e fare alcune prove a casa per controllare che tutto filasse liscio in vista della prima dello spettacolo.

Ed ecco il risultato finale! Qui di seguito vedi alcune immagini su come funziona, ma trovi di più a questo link! Se vuoi condividere le tue opinioni sul progetto ti invito a scrivere nei commenti qui sotto, al prossimo post!

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