Il solstizio: le intuizioni luminose (2/3)

Questo è il secondo post della serie legata al processo creativo. Nel primo parlavo della discesa nel buio dell’inverno e della Nigredo, che per me corrispondono alla prima fase del lavoro ad un nuovo progetto: incubare e lasciar decantare tutti gli elementi che ho raccolto, prima di appoggiare la matita sul foglio.

ora siamo arrivati al Solstizio: il buio cede il passo alla Luce e le giornate si faranno sempre più lunghe.

In alchimia la Luce è associata all’Albedo, l’Opera al bianco.

Dopo l’oscurità e la scomposizione della materia bisogna sintetizzare la massa informe che ne è uscita, purificarla e darle una forma superiore come dice il motto “Solve et Coagula”. Gli alchimisti lavavano dalle impurità e distillavano il liquido ottenuto, per ricavarne un fluido dalle virtù rigeneratrici: l’Elisir di Lunga Vita.

Nel mio lavoro è il punto in cui vedo emergere alcune intuizioni: si accende la lampadina e devo essere veloce per riuscire a scrivermi tutto senza perdere alcun dettaglio (spesso mentre sto facendo altro o al confine tra il sonno e la veglia).

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Tra queste piccole scintille emergeranno alcune idee più forti da cui svilupperò le mie proposte. Devo essere concentrata per seguirne la scia luminosa, portare il pensiero alla realtà e soppesare attentamente i concetti per selezionare i più significativi.

Disegno le mie bozze in modo semplice: uno schizzo a penna o matita con un cenno di colore, mettendo in evidenza i punti centrali di ognuna e le presento al cliente. Da qui in poi l’idea non appartiene più solo a me, ma assumerà la sua forma definitiva con un lavoro di squadra assieme al committente. Ne parlerò nell’ultimo post della serie.


Il blog si ferma per la pausa di Natale e ritorna il 9 gennaio!

Buone Feste!