L'inverno, il buio e l'alchimia delle idee (1/3)


Quest’ultimo mese dell’anno (da inizio dicembre a inizio gennaio) ripercorre in tre diverse tappe quelle che sono secondo me le fasi della creatività. Ne parlo in tre brevi post illustrati, iniziando qui con quella dell’oscurità.

Siamo entrati nel profondo dell’inverno, il buio prende il sopravvento e la notte si fa più lunga. La notte è anche il momento in cui i pensieri fluiscono meglio, e per me è un momento propizio alla prima fase del processo creativo, quella un po’ onirica in cui ribollono le idee.

Il distacco dai ritmi quotidiani e dal mondo reale mi aiuta a stare in una dimensione sospesa in cui tutto è possibile e nessuna opzione viene scartata dalla mente razionale, che è meno reattiva. Nel silenzio posso scrivere, leggere e seguire il flusso creativo perchè mi offre uno spazio speciale per il lavoro: è il momento in cui sono più connessa con il mio intuito.

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Il buio ed il nero amplificano e fanno da cassa di risonanza per le idee. Questo colore è anche associato ad una fase Alchemica: la Nigredo.


E’ la prima parte del processo di creazione della Pietra Filosofale, quella in cui si fanno morire tutti gli ingredienti lasciandoli macerare in una massa nera, per farli ritornare al Caos primitivo e poi sintetizzarli in una forma superiore.

Se paragoniamo la creazione di un progetto ad processo alchemico, la Nigredo corrisponde proprio al momento in cui, dopo avere raccolto tutti gli elementi necessari per lavorare alla consegna, sto in un limbo, soppeso i concetti, osservo e immagino le connessioni e gli sviluppi di una certa idea, la mia mente diventa proprio come il pentolone della strega.

Resto in questa oscurità finchè è necessario, fino a che emergono le intuizioni giuste.

Di queste ultime parlerò nel prossimo post, nel frattempo buona discesa nel buio!