Georgia O'Keeffe, la mia musa ispiratrice

It takes courage to be a painter. I always felt I walked on the edge of a knife. On this knife I might fall off on either side, but I’d walked it again! So what? What if you do fall off? I’d rather be doing something I really wanted to do!
— Georgia O'Keeffe


Prima di avvicinarmi all'illustrazione c'è stato un periodo in cui avevo perso il “fuoco”. Avevo lavorato per diversi anni come grafica, ma sentivo che mi mancava qualcosa. Non disegnavo più da molto tempo e avevo lasciato in secondo piano questo aspetto, in favore del lavoro quotidiano in studio, che assorbiva la maggior parte delle mie energie.

E' stato in un momento di pausa dal lavoro che ho ritrovato la mia passione per i libri, la pittura e l'illustrazione. Non è stato indolore: sulle prime mi sentivo a disagio, scomoda, come se non avessi più confidenza con lo spazio vuoto dentro di me.

 

Uno degli "incontri" fondamentali di questo periodo è stata Georgia O'Keeffe, pittrice americana tra le più importanti del '900.

Tributo a Georgia O'Keeffe - © sara zanello illustrator

Tributo a Georgia O'Keeffe - © sara zanello illustrator

Nata nel 1887 a Sun Prairie, nel Wisconsin, da una famiglia di agricoltori, si avvicinò fin da piccola alla pittura e al disegno ( la madre era una convinta sostenitrice dell'educazione e dell'indipendenza femminile). Dopo aver frequentato le migliori scuole d'arte, come la Art Students League di New York, lavorò come grafica a Chicago ed insegnante di disegno in Texas. 

Tra il 1915 e il '16  inviò i suoi primi acquerelli ad una amica, che li mostrò ad Alfred Stieglitz, uno dei maggiori fotografi dell'epoca e fondatore della "291", una galleria indipendente e all'avanguardia di New York. Iniziò tra di loro un lungo scambio di lettere.

La O'Keeffe e Stieglitz diventeranno amanti, per poi sposarsi nel 1924. 

 

Nei 20 anni successivi la loro vita si divise tra la metropoli e lunghi periodi fuori, tra la costa del Maine (dove vivevano alcuni amici) e Taos, nel New Mexico.

 

Qui Mabel Lodge Luhan, ricca scrittrice e mecenate, aveva ricreato il circolo di artisti ed intellettuali del suo salotto a Greenwich Village. Di questi luoghi la O'Keeffe si innamorerà così tanto da acquistare un rudere per ristrutturarlo e farne la sua casa, in un piccolo villaggio nel deserto chiamato Abiquiu.

Nella primavera del 1949, dopo la morte del marito, abbandonò definitivamente New York, per trasferirsi lì. Visse nella casa di Abiquiu quasi fino alla morte nel 1986, alternando lunghi periodi di lavoro solitario a viaggi per il mondo: a 71 anni intraprese un viaggio di tre mesi e mezzo tra l'Estremo Oriente, di cui apprezzava la cultura, e l'Europa.

Sono famosi i suoi dipinti di fiori degli anni '20 e '30, dei primi piani sensuali e dai colori meravigliosi. Quando li guardo sento che sono vivi, trasmettono pura emozione e mi fanno sentire quasi a disagio.

Trascorrendo molto tempo nei territori selvaggi del New Mexico iniziò a raccogliere le ossa di animali che trovava durante le lunghe escursioni a cavallo assieme alla sorella. Diventarono un tema ricorrente nei suoi dipinti.

Ciò che le interessava era lo spazio vuoto delle ossa del bacino, attraverso cui guardava come in una cornice lo spazio intorno a sè: il cielo, la luna, i fiori e il paesaggio che tanto amava con i suoi cambiamenti al passare delle stagioni.

 

Per poter dipingere dal vero aveva adattato una vecchia Ford a studio mobile, questo le permetteva di stare fuori per diversi giorni con un'amica, accamparsi e immergersi nella pittura.


5 aspetti che amo di georgia o’keeffe



1 - La sua capacità di cercare quello che davvero voleva esprimere, allontanarsi dalle nozioni acquisite durante gli studi d'arte e fidarsi delle sue idee invece di imitare il lavoro di altri artisti.

2 - L'amore per la composizione dell’immagine e le forme naturali, saperle portare fuori dal loro contesto e farle diventare "forme che cantano insieme", come diceva lei.

3 - La fermezza nel tagliare fuori i disturbatori quando era il momento di lavorare alla propria arte, per stare a contatto con il suo centro. 

4 - Il minimalismo, la ricerca dell’essenziale, che si rifletteva anche nel modo di vestire e di organizzare il suo spazio personale.

5 - La sua curiosità e attenzione per le novità anche in tarda età, quando si avvicinò ad una nuova forma d'arte. Intorno agli 80 anni, infatti, iniziò a lavorare l'argilla, spinta dal suo assistente Juan Hamilton, un giovane ceramista. ("Pensai che anche io avrei forse potuto creare un vaso, magari un bel vaso, e trovare, forse, un altro modo per esprimermi") *


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Se vuoi sapere di più sulla storia di questa artista puoi andare qui, dove trovi approfondimenti ed immagini delle opere. Qui invece c'è anche un video con delle immagini originali e Georgia in persona che parla della sua arte.

Ti consiglio anche la lettura di "Dipinti e fotografie", edito da Johan&Levi. Il volume raccoglie le foto scattate dal giovane fotografo John Loengard nel 1966/'67 alla "Signora del Deserto". Queste ultime sono state affiancate alle opere della O'Keeffe e mostrano come il paesaggio e la vita quotidiana dell'artista siano riflessi nei suoi dipinti.

 Buona ispirazione!

 

 

* Queste parole sono tratte dal libro "Georgia O'Keeffe- Memorie" a cura di Alessandra Salvini - Ed. Abscondita 2003