Il "romanzo della rosa" e la bellezza dei progetti condivisi

Quello dell’illustratore è un lavoro solitario.

Quasi tutto il nostro tempo lo passiamo alla scrivania o in qualunque altro luogo si presti a progettare, immaginare, scrivere appunti, disegnare. Certe volte è fondamentale scambiare opinioni con altri colleghi, annusare che aria tira, condividere pensieri e progetti nuovi.

Qui in Friuli Venezia Giulia è nato nel 2015 il Collettivo Spicelapis - si legge così com’è scritto -, un gruppo di illustratori molto attivo sul territorio (lo “spicelapis” in friulano è il temperamatite che affila, aguzza le matite e le menti). Il gruppo è del tutto autogestito, ed ogni membro può proporre liberamente idee legate all’arte e all’illustrazione.

Ne faccio parte anche io e uno degli ultimi progetti che abbiamo seguito ha dato vita ad una piccola mostra.

La richiesta era quella di creare un’immagine ispirata al tema dell’Amor Cortese, in occasione del Palio di San Donato (una rievocazione storica che si tiene a Cividale del Friuli l’ultimo fine settimana di agosto). Ed ecco affiorare ricordi delle scuole medie, libri scarabocchiati con improbabili illustrazioni sull’Orlando Furioso, noia mortale e bigliettini segreti scambiati con la vicina di banco.

Ritrovare adesso quelle storie mi ha permesso di vederle sotto una luce nuova.

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Ho scelto di raccontare il Romanzo della Rosa di Guillame de Lorris e Jean De Meun: un romanzo in versi che inizia come il sogno mistico di un ventenne che, guidato da una forza misteriosa, si ritrova in un Giardino delle Delizie. Qui conoscerà diverse figure allegoriche (i vizi e le virtù umane) che gli faranno da guida per la conquista di una fanciulla meravigliosa, la Rosa appunto.

Mi piace la simbologia che lega l’interiorità al giardino ed è per questo che ho pensato ad una donna come ad un prato fiorito, di cui il Cavaliere coglie un fiore.

Come ho costruito questa illustrazione?

Ho diviso lo spazio dell’immagine a metà seguendo la diagonale, come se i visi dei protagonisti in primo piano fossero uno lo specchio dell’altro, ma mentre il giovane è una figura “reale”, il profilo della ragazza è delineato dai fiori.

Anche questa volta ho scelto di lavorare in digitale partendo da basi realizzate a mano, così posso essere più rapida mantenendo il calore del segno a matita (lo richiedono anche il contesto e l’ambientazione della mostra: una piccola casa medievale). Partendo da alcune immagini di prati primaverili ho disegnato le piante e i fiori.

(Io li trovo già belli così, ma manca il colore)

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Dopo avere disegnato i singoli elementi ho fatto il montaggio dell’immagine (di solito mi aiuto seguendo una bozza semplice come guida) ed ho usato dei fondi a matita acquerellata per fare le campiture.

Ho scelto una palette calda e luminosa, ispirata alle fioriture di maggio: giallo, rosso vivo, verde e blu.

Qui puoi vedere il processo e com’è l’illustrazione una volta finita:

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Se sei da queste parti, la piccola mostra di illustrazione “L’amor Cortese” è visitabile fino al 28 ottobre alla Casa Medioevale di Cividale del Friuli (sabato e domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00, l’ingresso è libero).

A presto!


 (Un ringraziamento speciale a Luisa Bertolo per aver coordinato il progetto)